Come aprire una palestra 3.0 (anche con ZERO soldi)

Il lavoro nella palestra 3.0 altro non è che il lavoro nel centro Fitness più grande d’Italia. Internet!

Ma come internet?! credo che sia proprio questa esclamazione ciò che stai pensando ora, però lascia che ti mostri alcuni dati.

In un articolo del Sole 24 ore si parla appunto di questo..e in particolare di 3 eventi:

  1. Il fitness e Benessere ha un giro d’affari di 22 miliardi
  2. Nel 2015 ha avuto un incremento del +4.8%
  3. L’Italia è lo stato con più centri in Europa

Puoi leggere l’articolo del solo24ore se vuoi per farti un idea più completa.

Ma perché ti voglio parlare di queste Palestre 3.0 e soprattutto cosa cavolo sono?

Andiamo per gradi e iniziamo a vedere i problemi e gli ostacoli di avere un centro tradizionale.

Aprire una palestra tradizionale (ma anche no!)

Se stai pensando di far questo passo conta fino a 100, leggi tutto l’articolo e poi piangi. Scherzi a parte.

Perché è così difficile in Italia aprire un centro fitness?

Non è per la concorrenza, anche se dai dati forniti dal Sole 24 ore hai potuto accorgerti che l’Italia detiene il record per il maggior numero di Palestre in Europa.

Se vuoi saperlo non è nemmeno per i fatturati, anche se le palestre italiane sono quelle con minor fatturato.

Neppure per il personale spesso lamentoso (non per colpa loro, ma neanche tua) che pende, a livello di costi sopra la tua capoccia.

Il motivo è più basilare, più interno. Nessuno in Italia sa fare Marketing. Nessuno sa trovare clienti..e nessuno sa differenziarsi dalla concorrenza.

In cosa si traduce tutto ciò?! Si traduce in Pigrizia. La stragrande maggioranza degli imprenditori del fitness invece di partire dallo step 1 (strategia d’impresa, marketing ecc.) parte dallo step 3 o 4 (nemmeno dallo step 2).

È come se uno che vuole partecipare ad una maratona invece di allenarsi un anno prima della gara volesse correre e finirla in meno di 3 ore, magari partendo anche dal km 25. Pura follia. Non si capisce bene il perchè, ma tutti vogliono saltare la fase principale di strategia e analisi. Misteri dell’Italia.

Se vuoi iniziare a capire come gestire il tuo Marketing per palestre da Samurai forse è meglio che inizi a comprendere i numeri e le giuste risposte alla domande che ti devi porre prima d’investire anche solo un euro.

Le domande da cui devi partire NON devono essere di questo tipo (come accade sempre):

  • Quanto investo?
  • Dove apro?
  • Quanto faccio pagare l’abbonamento?

Ma partire invece da:

  • Chi è la concorrenza?
  • Come mi differenzio?
  • Come trovo i clienti?

E ancora:

  • Meglio una palestra fisica?
  • O una palestra liquida? senza mura o personale?

A queste domande devi rispondere dentro di te…ma, se hai poco budget e poca propensione al rischio forse il secondo caso è più adatto a te. Stiamo parlando della palestra liquida ovvero la palestra 3.0

Cosa Sono le Palestre 3.0?

Ancora prima del parlare di loro e di cosa serve per aprire una palestra 3.0 vediamo come siamo arrivati a questo tipo di centro. Ricordati:

Per sapere dove andare devi volgere uno sguardo indietro a dove sei andato.

L’evoluzione delle palestre mi ha sempre affascinato, a partire dalle mitiche palestre stile anni ’60. Da quel mondo fatto di fisici marmorei si è passati al completo opposto, palestre dove a dominare era l’aerobica. Pochi anni a seguire e abbiamo iniziato ad abituarci al concetto di Fitness per intendere un lavoro in palestra generico, né per creare un fisico monumentale da body Building e nemmeno un fisico stretto in tutine colorate da aerobica. Con l’arrivo del 2000 Technogym, un’azienda italiana (e per questo ne vado molto fiero) ha creato un concetto nuovo: il Wellness.

Wellness = Stare bene fisicamente e mentalmente.

Tutti questi tipi di palestre pur con le loro diversità avevano dei denominatori comuni:

  • Erano locali e cercavano clienti solo localmente
  • Avevano molto personale (istruttore, istruttori sala corsi, Personal trainer, gestore, commerciali etc.)
  • Aveva una struttura fisica
  • Avevano dei costi di gestione
  • il 99% non ha resistito a 10 anni d’attività (scontrandosi con l’arrivo del modello successivo di palestra non hanno saputo rinnovarsi)

Ecco perché è sconveniente buttarsi in questo tipo di attività al giorno d’oggi. Anche tu potresti finire nel calderone del 99% dei centri fitness.

La Palestra 3.0 invece che ti voglio presentare è alternativa, snella, liquida, stabile e come direbbero gl’inglesi SMART.

Chiunque con un solo pc può aprire una palestra 3.0. Può farlo da solo o avvalersi di altri professionisti come nel caso di Beachbody. Ma attenzione..nessun professionista è un tuo dipendente.

Perché scegliere ad oggi (2018) questo tipo di modello piuttosto che un altro?

  • Costi di gestione a zero
  • Costi personale a zero
  • Costi attività = una partita iva
  • Costi attrezzatura = un pc
  • Clientela molto ampia a livello nazionale
  • Moltissimi tool per rimanere in contatto in modo immediato immediati e in un qualsiasi momento della giornata

Ne vuoi altri:

  • Possibilità di seguire decine o centinaia di persone nello stesso momento (con videocorsi o webinar)
  • Possibilità di incontrare a livello locale i clienti più vicini a te
  • Possibilità di guadagnare sul lavoro di altri trainer
  • Possibilità di automatizzare il lavoro

So a cosa stai pensando.

Come faccio a seguire queste persone che non vedo personalmente. E gli attrezzi? e l’alimentazione? etc.

Lasciatelo dire. Queste sono le domande che più mi frullavano in testa nel momento in cui ho iniziato..sono però delle false domande.

Questi dubbi erano leciti in un periodo come gli anni 60/70/80/90 dove la comunicazione poteva essere gestita solo in 3 modi:

  1. Libri
  2. One to One (ovvero faccia a faccia)
  3. Telefonicamente

Oggi queste domande si chiamano scuse, scuse per non abbandonare metodi e meccanismi vecchi di 20 anni.

Ora con strumentazioni come Skype, cardiofrequenzimetro condiviso su smartphone, tutorial e molto altro la comunicazione diventa alla portata di un click anche se a distanza continentale.

Ma non è tutto rose e fiori.

Ma allora, qual è il punto debole di questo modello?

La MOTIVAZIONE.

Devi trovare un modo per motivare il cliente senza incitarlo direttamente faccia a faccia. La mancanza di motivazione è quella caratteristica che fa smettere il cliente di allenarsi. Quella che fa perdere il focus al Manager.

Ecco però la soluzione. Come motivare il cliente giorno per giorno senza dover per forza vederlo?

Puoi risolvere ciò con messaggi automatici (follow up. Iniziamo a imparare un po’ di termini), per ricordare il giorno stesso d’allenamento. Puoi creare messaggi diversi per clienti diversi. Puoi anche mandare un messaggio poco prima dell’inizio della seduta o poco dopo la stessa per avere un feedback dal cliente.

Tutto questo lo puoi gestire con diverse piattaforme.

 

Se la motivazione è il primo ostacolo da superare dall’altro lato troviamo invece un vantaggio senza eguali, i numeri.

I numeri sono dalla parte delle palestre 3.0.

Aprire una palestra di questo tipo sta a significare abbattere notevolmente i costi di partenza in modo davvero significativo. Ho discusso di questo punto con il mio amico Gabriele recentemente. Lascia che ti racconti il mio incontro con lui.

Il giorno della festa dei morti (pace all’anima loro) mi son trovato a parlare con questo mio amico imprenditore che stava per fare il grande errore di aprire una palestra low cost. Una di quelle palestre che tanto vanno di moda oggi. Forse tu ci avrai anche lavorato. Parlo di quelle palestre da 19€ al mese.

Nulla di male, assolutamente.

Cioè…nulla di male se non fosse che per vivere e guadagnarci qualcosa bisognerebbe trovare almeno 2000 iscritti all’anno in un terreno già battuto da decine di altre palestre concorrenti e in un mercato locale relativamente piccolo.

Ma quanti piccolo? È quanta concorrenza? Beh, quella che ti riporto è stata la mia analisi fatta in un bar per dimostrare a Gabriele di quanto fosse pazzo nell’investire in un centro fitness low cost.

L’investimento doveva essere fatto in una piccola città del nord. Parliamo di Brescia, una città di 280.000 persone di cui almeno un 60% abbondante non frega nulla di andare in palestra (perché troppo piccoli, vecchi, pigri, appassionati di altre discipline o altro). Stiamo anche parlando di una citta o meglio paesotto con già oltre 30 palestre di cui almeno 2/3 a basso costo.

Come si può vivere e lavorare in un mercato del genere senza distinguersi e senza cambiare qualcosa?

Purtroppo hai solo due scelte:

  • O ti applichi per “aprire” una palestra 3.0
  • oppure, crei un centro differente, unico nel suo genere nel campo fitness (a livello locale)

Del secondo punto ne parlerò in un prossimo articolo, perché c’è materiale per scrivere almeno un libro sulla differenziazione in un settore saturo come quello fitness. Ma un buon inizio sarebbe quello di dare una sbirciata a questo articolo qua.

Ma da dove puoi partire?

Iniziare non è difficile. La figata è che puoi farlo senza bisogno di lasciare il tuo lavoro. Pensaci, con le palestre tradizionali se trovavi lavoro a tempo pieno in un centro (se ne esistono di questi centri..io non li ho mai visti) dovevi per forza lasciare il vecchio lavoro o diminuire drasticamente le ore.

E se poi il nuovo centro faceva schivo?? Tornare indietro era quasi impossibile.

Bene, con un centro fitness snello e SMART non devi assolutamente mollare il tuo lavoro. Puoi costruirti una reputazione Online pian piano nel tempo libero e buttartici a capofitto in un secondo momento.

Ma se anche tu non sai da che parte sbattere la testa ecco una rapida guida di come iniziare:

  1. Scegli una nicchia in cui buttarti, puoi scegliere tra 3000 sotto nicchie in ambito fitness.
  2. Crea una pagina Facebook in cui tratti quell’argomento (fregatene se il primo mese parlerai con te stesso e forse con 1-2 persone). Inizia a creare uno storico
  3. Crea un blog o se non ne sei in grado un canale youtube dove tratti determinate tematiche relative alla nicchia di riferimento
  4. Raccogli i contatti degli interessati. Come fare lo vediamo qui
  5. Manda delle newsletter periodiche (via mail o cartacee)
  6. Costruisciti un seguito (ci vorrà del tempo, ma non demordere)
  7. Appena raggiunti i 200 seguaci (non 2000 clienti, ma 200 piccoli seguaci), vendi una tua consulenza
  8. Ma a quale prezzo? Ricordati sei uno specialista ora e non un generalista. Quanto chiede un generalista PT per una seduta? 40 euro! bene, tu chiedi almeno il doppio. Non ci crederai mai, ma i tuoi fan saranno più che felici di spendere quella cifra per il valore che dai a loro.

E con questo abbiamo quasi finito, ti lascio con dei piccoli numeri. Loro parlano meglio di me, meglio di mille parole.

 

 

palestra_3.0

 

2 commenti

  1. Alessandro

    12 mesi fa  

    Buongiorno
    Leggendo attentamente il vostro articolo mi rendo conto di come il Virtual sia già futuro.
    Ho gestito un low cost 19.90
    Franchising come socio, ma non lo ero, ero il primo tuttofare servo dei clienti del franchisor e degli stessi dipendenti fancazzisti. La realtà dei 2000 iscritti l ho provata esiste ma da solo nonostante 15 dipendenti può solo andare verso il calo.
    Potreste darmi più spiegazioni o formarmi come blogger visto che non sono un tecnico ma un commerciale con tanta voglia di rivincita personale.
    Non trovandomi in accordi dovuti con il franchising ho rescisso il contratto ed ho perso il capitale molto alto iniziale grazie alla nostra giustizia italiana.
    Scusate per la lunga scrittura
    Distinti saluti.


    • MdF

      9 mesi fa  

      Ciao alessandro,
      hai perfettamente ragione. Spesso quando ci si trova a gestire un’ azienda capita che ci siano 2/3/4 soci e che uno, solitamente chi mette meno capitale, debba lavorare come un mulo.
      Ci si trova poi a combattere contro la dura verità: clienti maleducati (o meglio ancora, mal educati dallo staff), lavoro h24 da handyman (tuttofare).
      La seconda piaga invece è riguardante la mal gestione. Il non avere una strategia e il combattere con la concorrenza che in tutti i modi (spesso abbassando ulteriormente i prezzi) prova a portare via la nostra clientela.
      Però ti faccio una domanda: secondo te di chi è la colpa? Dei clienti, del mercato o di chi gestisce?
      Se trovi la risposta a questa domanda, trovi come risolvere il problema del 90% dei centri fitness Italiani.

      Poi, come dici tu, il campo virtual ( o meglio, l’online) è il futuro in questo settore.
      Pensa che già oggi, fuori dall’Italia oltre il 95% dei clienti viene trovato online (qui in Italia siamo attorno al 70%). Diventa quindi essenziale avere quanto meno una strategia di acquisizione clienti e di differenziazione dal mercato (tutto uguale).

      Ti posso dare 2 consigli:
      il primo: guardati il video corso gratuito che trovi cliccando sul banner qui a lato. Se poi vorrai abbiamo anche un programma completo (a pagamento).

      Secondo: leggi tutti gli articoli, i video youtube e i podcast che pubblico –> do molte info gratuite per chi parte in questo settore. La base la trovi tutta qui.

      Ti auguro successo
      Luca boss


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